Aerodinamica delle vele
Diversa dall’aerodinamica classica?

Con questo articolo inizia la collaborazione di Superyacht con il gruppo di lavoro che si occupa di fluidodinamica, all’interno del CRS4 (Center for Advanced Studies, Research and Development in Sardinia) di Pula, in provincia di Cagliari, il polo di ricerca interdisciplinare, diretto da Carlo Rubbia, che studia tecniche avanzate di simulazione e le applica attraverso software ad alte prestazioni. Gli articoli che ne scaturiranno, riguarderanno l’aerodinamica delle vele e, in particolare, l’applicazione delle moderne tecniche di simulazione al calcolatore per la loro progettazione.

Da un punto di vista aerodinamico, le vele di una barca svolgono la stessa funzione delle ali di un aereo. L’interazione del vento con le vele produce infatti una forza risultante che puo’ essere scomposta in due componenti tra loro perpendicolari: la resistenza, che agisce nella direzione del vento apparente, e la portanza. Poiche’ la direzione del vento e’ diversa dalla direzione del moto della barca, e’ piu’ conveniente scomporre la forza risultante in una forza agente nella direzione del moto, la spinta, e in una forza ad essa perpendicolare, la forza sbandante o forza di scarroccio. In linea di principio non esiste alcuna differenza nel modo in cui l’interazione tra il flusso dell’aria e le vele genera le forze rispetto al caso delle ali degli aerei. Gli ingegneri potrebbero applicare al caso delle vele le stesse metodologie usate nella progettazione aeronautica. In realta’ pero’ il progetto aerodinamico di una vela e’ ben piu’ complesso del progetto di un’ala per un certo numero di ragioni.




